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La Casa Madre

Breve storia della Casa Madre

6 novembre 1908. Mattina presto. Una ventina di ragazzi accompagnati da don Diodato Desenzani e dal giovane Luigi Adami salgono la Scala Santa diretti al colle di San Zeno in Monte. Sono i Buoni Fanciulli di don Calabria che entrano per la prima volta nella loro nuova casa, acquistata grazie a una donazione del conte Francesco Perez.
Don Giovanni Calabria sale sul colle verso mezzogiorno, giusto in tempo per partecipare al pranzo, a base di pane e formaggio. Nel pomeriggio, ragazzi e religiosi si rimboccano le maniche e cominciano i lavori di sistemazione. Inizia così la storia della Casa Buoni Fanciulli di san Zeno in Monte.
In realtà, già prima dell’arrivo di don Calabria, San Zeno in Monte aveva una lunga storia alle spalle. Fin dall’anno Mille si ha notizia di una chiesa presente sul colle, dedicata a santa Maria in Betlemme. Varie congregazioni passarono da qui, come gli Eremitani di Fiesole e i padri Somaschi. Ma dopo l’arrivo di Napoleone, il colle fu abbandonato e divenne rifugio per sbandati fino all’inizio del Novecento.
Quando arrivarono i ragazzi di don Calabria, gli edifici di San Zeno in Monte erano diroccati. Ma in pochi anni vennero fatti grandi lavori. Sotto la direzione di fratel Massimo Besozzi, ingegnere, vennero abbattute pareti, ristrutturate stanze, costruite camerate e laboratori. Al termine dei lavori, la casa poteva ospitare più di 100 ragazzi. Tutti poveri, spesso senza famiglia alle spalle. Molti di loro non avrebbero avuto nessun altro posto dove andare.
A san Zeno in Monte, moltissimi fanciulli trovarono un letto e un pasto caldo. Tutti loro ricevettero un’istruzione e impararono un mestiere. Ma soprattutto, tutti loro ricevettero una formazione spirituale, perché a don Calabria stavano a cuore prima di tutto le anime dei suoi ragazzi.
San Zeno in Monte è stata per 43 anni la casa di san Giovanni Calabria Calabria. Dal 1911 fino alla morte, nel 1954, don Calabria ha ricevuto qui ospiti illustri e persone umili che cercavano un consiglio. Dalla sua stanza, ancora oggi conservata e visitabile, egli tutte le sere benediva la città di Verona e il mondo.
Oggi San Zeno in Monte è ancora il cuore dell’Opera Don Calabria. Qui abita il Casante, che è la guida spirituale di tutta la Famiglia calabriana. Nella Casa c’è una comunità di religiosi calabriani e sono presenti le Sorelle Povere Serve della Divina Provvidenza, che fin dai primi anni hanno svolto un servizio silenzioso e infaticabile in favore dei ragazzi e degli altri ospiti.
La presenza di don Calabria è ben viva oggi anche nelle attività che si portano avanti a san Zeno. Ci sono gli uffici generali dell’Opera, al servizio di tutte le altre case in giro per il mondo. Ci sono le sedi delle associazioni laicali calabriane, quali gli Ex allievi, i Fratelli Esterni e il Volontariato. Ma soprattutto, a san Zeno in Monte sono accolte molte persone che hanno bisogno di un aiuto. Ci sono attività con i disabili, accoglienza di senzatetto, riabilitazione per bambini che hanno avuto problemi alla nascita. E poi visite guidate, ritiri, Messe, iniziative culturali…

 

 

 

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